Il pH di una torre non rimane mai stabile. Le piante acidificano o alcalinizzano la soluzione in base alle forme di azoto che assorbono, l'evaporazione concentra i carbonati e il volume ridotto di un serbatoio domestico amplifica tutto. Una deriva è quindi normale: è solo la sua entità a fare la differenza.
Gli obiettivi pubblicati dall'Oklahoma State University indicano da 6,0 a 7,0 per lattuga e spinaci, da 5,5 a 6,0 per il basilico, da 5,0 a 5,5 per il cetriolo. Su una colonna con fogliame misto, puntate a 6,0–6,5: è il compromesso che permette a ferro, manganese e fosforo di essere disponibili contemporaneamente.
Correggete lentamente, mai più di mezzo punto al giorno. Per questo esistono correttori di pH formulati per la coltivazione fuori suolo: un pH- tamponato che abbassa un'acqua dura di rete e un pH+ che risolleva una soluzione scesa troppo in basso, entrambi dosati per mantenere la fascia utile senza sbalzi. Si versano goccia a goccia mescolando, mai tutto in una volta, e si aspetta un giorno intero prima di valutare il risultato. Calibrate infine il vostro pH-metro ogni due mesi con un kit di calibrazione, altrimenti rischiate di correggere alla cieca.